“Il bianco e nero vanno sicuramente bene, in generale tutto dipende dalle situazioni, però c’è da dire una cosa: la vita è a colori e per questo la scelta del colore mi sembra più logica, più naturale.
Attraverso il colore restituisco la vita come appare.” Steve McCurry

Steve McCurry sicuramente è tra i più influenti fotografi contemporanei. Nella sua carriera ha spaziato in diversi generi, cimentandosi nel campo della street photography, della fotografia di guerra, della fotografia urbana, fino al ritratto, ma ciò che accomuna tutti i suoi scatti sono i colori, in grado di trasmettere vita ed energia.

LA BIOGRAFIA

Nato il 23 aprile del 1950, in un paesino della Pennsylvania, Steve McCurry sin da giovane ha chiari i suoi obiettivi. Infatti frequenta il corso di Cinematografia e Teatro all’Università della Pennsylvania, dove approccia al mondo della fotografia. Il suo interesse matura quando riceve un incarico come fotografo presso il quotidiano della Penn State, The Daily Collegian. Negli anni ’70, inizia a lavorare anche come freelance, realizzando viaggi alla scoperta di paesi come l’India e l’Afghanistan, dove realizza reportage, che diventeranno famosi in tutto il mondo.

Per creare i suoi scatti nei contesti più difficili, ha attuato moltissimi stratagemmi. In particolare per attraversare il confine tra il Pakistan e l’Afghanistan, senza risultare un intruso ai ribelli che controllavano la zona, McCurry ha indossato abiti tradizionali, in modo da nascondersi tra la gente del posto.

Il suo coraggio e la sua voglia di scoperta lo hanno ripagato con scatti che lo hanno reso noto in tutto il mondo, sia per la bellezza, sia per ciò che raccontavano, in quanto per la prima volta viene mostrata la realtà del conflitto russo-afghano. Ciò lo ha portato a vincere numerosi premi di valenza internazionale tra cui il Robert Capa Gold Medal for Best Photographic Reporting from Abroad, il Magazine Photographer of the Year, assegnato dalla National Press Photographers’ Association, il World Press Photo Contest, l’Olivier Rebbot Memorial Award (premio conseguito per ben due volte).

Il fotografo dal 1986 è membro della Magnum Photos, agenzia fotografica a livello mondiale. Inoltre collabora con numerosi giornali, tra cui il National Geographic Magazine, che ha scelto le sue foto per raccontare le diverse località ed etnie del mondo.

LO STILE

La grande capacità di Steve McCurry sta nel riuscire a catturare in un modo unico e diretto i volti umani, con le loro espressioni e peculiarità. Egli stesso dice: “La maggior parte delle mie foto è radicata nella gente. Cerco il momento in cui si affaccia l’anima più genuina, in cui l’esperienza s’imprime sul volto di una persona. Cerco di trasmettere ciò che può essere una persona colta in un contesto più ampio che potremmo chiamare la condizione umana. Voglio trasmettere il senso viscerale della bellezza e della meraviglia che ho trovato di fronte a me, durante i miei viaggi, quando la sorpresa dell’essere estraneo si mescola alla gioia della familiarità”.

LO STILE
LO STILE

Uno stile quindi che vuole indagare la comunità umana con un approccio quasi sociologico. I suoi non sono scatti fugaci, ma bene studiati nelle proporzioni, nei colori, nella luce; in particolare per quanto riguarda i ritratti, come evince dal celebre scatto “La ragazza afghana”, che ritrae una giovane ragazza che per la sua capacità di comunicare attraverso lo sguardo ha fatto il giro del mondo, diventando uno degli scatti più famosi di tutti i tempi.