Henri Cartier-Bresson è stato un fotografo francese tra gli inventori del genere del fotogiornalismo. È un personaggio che ha avuto una certa influenza nel 900, tanto da aver ricevuto l’appellativo di “occhio del secolo”, proprio per la sua eccezionale capacità di saper raccontare attraverso le sue fotografie la storia.

LA BIOGRAFIA

Nasce a Chanteloup nel 1908 da una ricca famiglia francese. Passa la sua giovinezza a Parigi, dove ispirato dall’atmosfera bohemien, tenta la carriera da pittore, senza molti successi. Si avvicina all’ambiente surrealista da cui riprende l’insegnamento di saper cogliere i dettagli della vita quotidiana. Nel 1930 fa un viaggio in Costa d’Avorio dove porta con sé una macchina fotografica, anche se ancora non è interessato a questo mondo. Al ritorno da viaggio, inizia ad appassionarsi alla fotografia grazie a uno scatto di Martin Munkacsi: «è stata quella foto a dar fuoco alle polveri, a farmi venir voglia di guardare la realtà attraverso l’obiettivo». Così nel 1932 compra la sua prima macchina fotografica, una Leica 35 mm con lente 50 mm, con cui farà molti dei suoi scatti più famosi.

Inizia poi a viaggiare sia in America, che spostandosi verso l’Europa, scattando moltissime fotografie surrealiste che lo fanno diventare un art-photographer famoso in tutta New York. Tornato poi in Francia inizia ad avvicinarsi al mondo del fotogiornalismo, lavorando come assistente del regista francese Jean Renoir. Negli anni della seconda guerra mondiale entra nella resistenza francese, mentre svolge l’attività da fotografo. Catturato dai nazisti, riesce a scappare dalla prigionia.

Il 1947 è una data storica per la sua carriera: viene fondata la Magnum Photo Agency. Insieme ad altri fotografi famosi come Robert Capa, George Rodger, David Seymour, e William Vandivert dà vita un sogno all’avanguardia per i tempi.

La sua carriera da fotoreporter lo porta a viaggiare molto per tutto il mondo; Bresson è il primo fotografo occidentale a riuscire a fotografare nell’Unione Sovietica del dopo-guerra. Ha avuto una carriera lunghissima e molto variegata, arrivando a fotografare alcune tra le persone più influenti di tutti in tempi, tra cui: Balthus, Albert Camus, Truman Capote, Coco Chanel, Marcel Duchamp, William Faulkner, Mahatma Gandhi, John Huston, Martin Luther King, Henri Matisse, Marilyn Monroe, Richard Nixon, Robert Oppenheimer, Ezra Pound, Jean-Paul Sartre ed Igor’ Fëdorovič Stravinskij.

LA FOTOGRAFIA DI BRESSON

LA FOTOGRAFIA DI BRESSON
LA FOTOGRAFIA DI BRESSON

Le fotografie di Henry Cartier- Bresson sono caratterizzate per essere naturali, spontanee. Egli reduce dal suo passato da pittore surrealista, ha tramutato il saper cogliere l’attimo nei suoi scatti. Era, infatti, contrario ad ogni tipo di costruzione prestabilita della fotografia, in quanto per lui essa era un documento della realtà. Con la su Leica scattava immagini veloci, facendosi ispirare da ciò che osservava, senza dare troppo nell’occhio per poter cattuarare immagini più vere possibili; tra le molteplici immagini scattate, sceglieva quella che per lui era perfetta, più che da un punto di vista tecnico, da un punto di vista del significato che riusciva a trasmettere.

Questo suo modo di agire ricorda la filosofia di “Lo Zen e il tiro con l’arco”: «Un colpo – una vita»; come appunto in uno scatto si può catturare l’istante decisivo. Questo approccio influenzerà moltissimi fotografi in futuro.