Il fotogiornalismo è una forma di giornalismo in cui le notizie vengono raccontate attraverso le immagini, appunto le foto.  Il suo particolare valore è dato dal fatto che ha un linguaggio universale, comprensibile a tutti, senza bisogno di conoscere una determinata lingua, o di possedere un certo grado di cultura: la fotografia è diretta al suo interlocutore, in grado di comunicare più delle parole.

WORLD PRESS PHOTO


Nel 1995 è nata in Olanda un’istruzione internazionale indipendente per il fotogiornalismo, la World Press Photo Foundation. Ogni anno questa associazione organizza un concorso mondiale di fotografia, e in questa occasione i maggiori fotoreporter del mondo si riuniscono per discutere di attualità e fotografia. Le immagini hanno così il potere di riunire nazioni e culture molto diverse tra loro, che si trovano a confrontarsi su tematiche dell’attualità. I partecipanti al concorso devono riuscire a rappresentare attraverso uno scatto un particolare evento storico. Queste foto sono sempre caratterizzate da una forte carica emotiva, per essere molto crude e impressive e inoltre mettono in luce tematiche della realtà in cui viviamo, che spesso rimangono in secondo piano.

WORLD PRESS PHOTO
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L’organizzazione della premiazione, prevede che nei due giorni che la precedono, si tengano una serie di seminari e proiezioni sulla fotografia, e incontri con molti fotografi influenti nel settore.

Così attraverso il World Press Photo, molti fotografi, giornalisti, editori si incontrano e lanciano nuove idee per l’evoluzione del fotogiornalismo. La cerimonia di premiazione si tiene ad Oude Kerk ad Amsterdam. Dopo il concorso, viene organizzata una mostra itinerante, in giro per il mondo con le fotografie vincitrici. Inoltre viene pubblicato un annuario in sei lingue differenti che raccoglie tutte le fotografie premiate.

La World Press Photo Foundation non organizza solo questo concorso, ma si occupa anche di altre attività. Ad esempio il Joop Swart Masterclass, è un corso gratuito di perfezionamento, organizzato ogni anno a Rotterdam. È dedicato ai professionisti del settore, che vengono scelti da un’apposita giuria. Inoltre la fondazione si impegna a diffondere la fotografia come strumento di denuncia sociale anche nei paesi del terzo mondo. Organizzano attività volte a insegnare le leggi del copyright nella commercializzazione della fotografia, l’editing che c’è dietro a uno scatto fotografico ecc.  Attraverso vari seminari, in paesi come la Bosnia-Herzegovina, il Bangladesh, il Perù, lo Zimbabwe, l’India, la World Press Photo Foundation contribuiscono allo sviluppo di società ancora arretrate e alla democratizzazione di esse.

LA 63ª EDIZIONE DEL WORL PRESS PHOTO

Il 16 aprile 2020 sono stati annunciati i vincitori della 63ª edizione del World Press Photo. La giuria internazionale ha dovuto esaminare i lavori di 4.282 fotografi, provenienti da 125 paesi, con un totale di 73.996 immagini.  I 44 fotografi finalisti provenivano da 24 paesi differenti; 6 di questi provenivano dall’Italia. Il vincitore è stato il fotoreporter giapponese, Yasuyoshi Chiba con l’immagine “Straight Voice”.

LA 63ª EDIZIONE DEL WORL PRESS PHOTO
LA 63ª EDIZIONE DEL WORL PRESS PHOTO

In essa viene mostrato un ragazzo partecipante a una manifestazione in Sudan, illuminato dalla luce dei telefonini dei manifestanti, mentre recita una poesia di protesta contro il governo durante un blackout avvenuto il 19 giugno 2019. Il presidente della giuria del concorso, Lekgetho Makola, ha motivato la scelta dicendo che «soprattutto nel periodo in cui viviamo, pieno di violenza e conflitti, è importante avere un’immagine che ispiri le persone». Mentre per quanto riguarda il World Press Photo Story of the Year, il premio è stato assegnato al fotografo francese Romain Laurendeau, che ha documentato con grande pathos le manifestazioni giovanili in Algeria.